Il punto di Vittorio Bosio

Servizio civile. Il vero valore aggiunto viene dal volontariato

Da un po’ di tempo amo cercare le notizie positive racchiuse, o a volte occultate, nella grande comunicazione. Sono convinto che non tutto sia marcio e, al contrario, penso che la nostra società abbia grandi potenzialità umane e sociali, spesso espresse a bassa voce, non riprese e rilanciate dai social. Sono in linea con quel quotidiano italiano, forse il più diffuso, che da pochi anni pubblica l’inserto dal titolo suggestivo: “Buone Notizie. L’impresa del bene”. Titolo suggestivo, iniziativa di successo che dimostra la validità delle mie convinzioni. Sono sicuro che di bene nella nostra società ve ne sia tanto; solo che non va di moda e allora se ne parla poco.

Tra le buone notizie per il nostro Paese e per il suo futuro c’è quella che riguarda i quasi 20 mila giovani che, dalla metà del mese scorso, hanno iniziato il servizio civile. Sono stati selezionati con i bandi del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e tra questi ben 40 (un bel numero!) sono stati assegnati al Csi, su undici sedi di Comitati territoriali.

Se è vero che il servizio civile permette loro di fare una significativa esperienza formativa, di crescita civica e di partecipazione sociale, poiché operano concretamente all’interno di progetti di solidarietà, cooperazione e assistenza, è altrettanto vero e importante mettere in rilievo l’aspetto più etico del loro impegno. In questo modo tanti giovani che hanno risposto ad una spinta che viene dal cuore, hanno la possibilità di mettersi al servizio degli ideali più veri e profondi. Hanno anche la possibilità di sperimentare cosa significa “servizio”, cosa significa “donarsi”.

È importante perché crea un percorso umano, contrario all’egoismo dilagante, alla ricerca del potere, del superfluo da ostentare, all’inutile esibizione di forza. Dedicando i migliori anni della loro vita ad un’attività “di servizio” i giovani impegnati con il Csi potranno sentirsi protagonisti di un mondo migliore, realizzatori di progetti sportivi, educativi, aggregativi, di sano agonismo.

Il progetto proposto dal Csi per il servizio civile è “S Factor”, ovvero Sport e Sani stili di vita, come fattori essenziali per lo sviluppo psico–fisico degli adolescenti, per educarli ed accompagnarli nella loro crescita e renderli dei cittadini consapevoli e informati. Vorrei ringraziare per la scelta fatta ciascuna delle ragazze e ciascuno dei ragazzi che sono operativi da Pisa a Pesaro, da Verbania ad Acireale, da Perugia a Foggia, da Catania a Roma. La nostra Associazione, è bene sottolinearlo, è fondata sul volontariato e cioè, ripeto, sul dono di sé e del proprio tempo. La centralità della società sportiva, la funzione formativa dello sport, il sostegno al volontariato sportivo sono solo alcuni degli elementi vitali della politica sportiva sociale espressa. Ormai non ci sono più dubbi: l’attività motoria e lo sport rappresentano uno strumento efficace e un’occasione privilegiata per favorire e facilitare la socializzazione degli adolescenti e dei ragazzi, in quanto generatori di relazioni, di amicizia, di sentimenti di solidarietà, in un momento di divertimento, quindi piacevole. Tra gioco e benessere, l’individuo cresce e matura, diviene più disponibile ed aperto al confronto, alla collaborazione, al rispetto per l’altro. Nessuno di noi è un’isola nell’oceano perché abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Le nostre storie sono indissolubilmente legate. Soprattutto, però, c’è il valore del “servizio”, del donarsi. Una società che fa di questi valori il proprio fondamento è la migliore delle società possibili.

IL CONVEGNO “YOUTH SPORT TRUST”

IL CONVEGNO YOUTH SPORT TRUST”

Avvia lo stage 2018-19 del CSI Calabria per Arbitri, Giudici e Tecnici

IL CONVEGNO “YOUTH SPORT TRUST”

BELVEDERE M.MO – Sabato e domenica Cetraro e Belvedere hanno visto protagonisti lo stato maggiore del Centro Sportivo Italiano regionale calabrese. Presso il Liceo Sportivo “Silvio Lopiano” di Cetraro sabato mattina sono stati protagonisti i giovani con il convegno “#youthsporttrust” dove gli interventi del preside Graziano Di Pasqua, del delegato Coni Aldo Gravino, del presidente del Cip Calabria Antonino Scagliola, del sindaco di Cetraro Angelo Aita e le relazioni tematiche di Carla Sorgiovanni responsabile di Save the Children, di Don Francesco Lauria responsabile della Pastorale Giovanile della Diocesi di San Marco-Scalea e delle esperize raccontate da Giuseppe Luppino, dal Prof. Elio Ferrante dei ragazzi del progetto Policoro ha dato inizio alla stagione sportiva, educativa e culturale 2018/19 del CSI regionale, che come sempre si avvia con lo stage di formazione e aggiornamento per educatori sportivi, tecnici, arbitri e giudici sportivi che quest’anno è arricchita anche dai festeggiamenti per la ricorrenza del 75esimo anniversario del longevo Ente di promozione sportiva fondato dalla chiesa.

L’iniziativa vuole essere – afferma Battista Bufanio, presidente del comitato Csi Tirrenico – un primo step del percorso che il CSI calabrese vuole percorrere insieme ai giovani, con i giovani e per i giovani, nel segno delle indicazioni impartite da Papa Francesco con il Sinodo dei giovani e per la crescita sociale, nel rispetto delle regole ed in piene sicurezza”.

Sabato pomeriggio e Domenica mattina, come dicevamo, il popolo arancio-blu si è riunito ad Belvedere Marittimo, dove i quadri dei tecnici dei giudici e degli arbitri ha sostenuto lo stage annuale di aggiornamento sulle regole, sui comportamenti educativi da mettere in atto nella stagione appena iniziata. Lo stage ha visto protagonisti circa 25 operatori nel settore tecnico giovanile e polisportivo di primo livello, circa 30 arbitri di Calcio a 5, Pallacanestro e Pallavolo e circa 10 operatori della Giustizia Sportiva. I laboratori sono stati coordinati dal presidente regionale Giorgio Porro e dalla direttrice regionale Clementina Tripodi ed ha visto impegnati gli istruttori, Aldo Maffia, Gigi Riggi, Francesca Iaria e Giovanni Simone.

Anche oggi dopo 75 anni – dichiara Giorgio Porro presidente regionale del CSI – è chiesto di riaffermare che lo sport crea cultura, lo sport fa cultura, lo sport di valore è cultura. Inserito in un vissuto di fede, crea una cultura di fede, una cultura spirituale si potrebbe dire. Uno stile di vita che chiama in causa i valori dello sport per acculturarli, nel mondo della fede e viceversa. Così preghiera, esperienza di umiltà e forza d’animo, di sacrificio e rispetto delle regole, di entusiasmo e delusione, di vittoria e sconfitta, dell’incontro con l’altro, un incontro che crea apertura agli altri, e riempie di gioia. Ma ha bisogno di aggiornamento continuo per avvalorale le tematiche da mettere in pratica e far crescere atleti più preparati, corretti ed in sicurezza. Allora, lo sport diventa un atto spirituale, aiuta a crescere a migliorarsi come atleta e come persona. Lo sport sprona a dare il meglio di sé, rendendo così inevitabile, la ricerca di un senso da dare alla propria vita.